
Rumori nel muro durante la notte: come capire se ci sono topi in casa
19 Ottobre 2026Un appartamento rimane vuoto per alcuni mesi. Al rientro, il proprietario apre i rubinetti, lascia scorrere l’acqua e utilizza subito la doccia.
Nel frattempo, nello stesso edificio, un rubinetto del locale comune non viene aperto da settimane, il ricircolo dell’acqua calda non raggiunge correttamente tutti i punti e sul fondo di un accumulo si sono formati depositi.
Quando si parla di Legionella, l’attenzione cade quasi sempre sul soffione della doccia. È comprensibile: la doccia produce molte piccole goccioline che possono essere respirate. Ma il rischio Legionella in condominio non nasce soltanto dalle docce.
Il problema può riguardare l’intero sistema idrico: serbatoi, accumuli, tubazioni, ricircoli, rubinetti con rompigetto, punti acqua poco utilizzati, tratti ciechi e altri dispositivi capaci di generare aerosol.
Come si trasmette la Legionella?
La Legionella è un batterio ambientale che può raggiungere gli impianti idrici artificiali e, in determinate condizioni, moltiplicarsi al loro interno.
La legionellosi viene acquisita principalmente respirando o aspirando piccole goccioline d’acqua contaminate. Non è quindi sufficiente che il batterio sia presente nell’acqua: perché si crei una situazione di esposizione devono concorrere la proliferazione nell’impianto e la produzione di aerosol o microgocce respirabili.
Bere acqua non rappresenta normalmente la modalità tipica di contagio. In alcune persone fragili, tuttavia, può verificarsi una microaspirazione involontaria, cioè il passaggio di una piccola quantità di acqua nelle vie respiratorie.
Per questo il rischio deve essere valutato considerando sia l’impianto sia le persone che utilizzano l’edificio.
Perché si parla sempre delle docce?
Il soffione della doccia trasforma il flusso d’acqua in una grande quantità di goccioline. Se l’impianto è contaminato, alcune di queste possono essere inalate.
Anche il tubo flessibile e il soffione possono accumulare depositi e biofilm, soprattutto quando vengono utilizzati raramente o non vengono sottoposti a una manutenzione adeguata.
La doccia è dunque un punto importante, ma rappresenta soltanto il terminale visibile di una rete molto più complessa. Pulire il soffione senza verificare ciò che accade nelle tubazioni, nel ricircolo o nell’accumulo può produrre una falsa sensazione di sicurezza.
Anche i rubinetti possono generare aerosol?
Sì. L’acqua che attraversa un rompigetto o colpisce con forza il lavandino può produrre piccole gocce.
Il rischio dipende dalle caratteristiche del punto di erogazione, dalla contaminazione dell’acqua, dalla frequenza di utilizzo e dalla vulnerabilità delle persone esposte.
Un rubinetto usato ogni giorno non si comporta necessariamente come un punto acqua aperto una volta al mese. Nel secondo caso, l’acqua può rimanere ferma nel tratto terminale per periodi prolungati.
Anche rompigetto e aeratori possono raccogliere incrostazioni e depositi. La loro pulizia è utile, ma non sostituisce la gestione dell’intero impianto.
Perché i punti acqua poco utilizzati sono importanti?
Un lavandino in cantina, una doccia in un appartamento vuoto, un bagno di servizio o un rubinetto presente in un locale comune possono restare inutilizzati per settimane.
Quando l’acqua non circola, aumenta la sua permanenza nelle tubazioni. Il ristagno può favorire la perdita del disinfettante residuo, l’accumulo di sedimenti e lo sviluppo di biofilm, creando condizioni più favorevoli alla proliferazione microbica.
Il semplice fatto che un punto acqua esista, quindi, non significa che venga regolarmente rinnovato.
Durante i sopralluoghi ci capita spesso di trovare terminali dimenticati perché situati in locali tecnici, autorimesse, lavanderie condominiali o appartamenti utilizzati soltanto in alcuni periodi dell’anno.
La prevenzione deve includere anche questi punti, non soltanto i bagni principali.
Che cosa sono i tratti ciechi?
I tratti ciechi sono porzioni di tubazione nelle quali l’acqua non circola normalmente o circola molto poco.
Possono derivare da vecchie modifiche dell’impianto, rubinetti rimossi, locali dismessi o diramazioni non più utilizzate. Anche una tubazione lunga che alimenta un solo punto aperto raramente può comportarsi come una zona di scarso ricambio.
In questi tratti l’acqua può restare ferma e favorire la formazione di depositi e biofilm.
Aprire periodicamente un rubinetto può contribuire a rinnovare l’acqua nella diramazione, ma un vero tratto morto dovrebbe essere valutato anche dal punto di vista impiantistico. Quando possibile, la soluzione più efficace può essere la sua eliminazione o modifica da parte di un tecnico qualificato.
Serbatoi e accumuli possono favorire la Legionella?
Serbatoi, bollitori e sistemi di accumulo devono essere considerati nella valutazione del rischio.
Sedimenti, incrostazioni, temperature non uniformi e insufficiente ricambio possono creare zone nelle quali il controllo dell’acqua diventa più difficile.
Anche il ricircolo dell’acqua calda sanitaria ha una funzione importante. Se non è correttamente bilanciato, alcune parti dell’edificio possono ricevere acqua alla temperatura prevista, mentre altre possono rimanere più fredde o impiegare molto tempo prima di raggiungerla.
Non basta quindi verificare il locale tecnico e presumere che le stesse condizioni siano presenti in ogni piano e in ogni colonna.
La distribuzione deve essere osservata nel suo insieme, dal punto di produzione fino ai terminali più lontani.
La Legionella riguarda soltanto l’acqua calda?
L’acqua calda sanitaria rappresenta spesso un’area particolarmente importante, ma anche l’acqua fredda deve essere valutata.
Tubazioni fredde installate vicino a condotte calde, locali tecnici surriscaldati, scarso isolamento o lunghi periodi di ristagno possono determinare un aumento della temperatura dell’acqua.
Il rischio, quindi, non si valuta semplicemente leggendo l’etichetta “acqua fredda” su una tubazione. Occorre verificare le condizioni reali nei diversi punti dell’impianto.
Fontane e altri dispositivi condominiali possono essere coinvolti?
In alcuni edifici possono essere presenti fontane decorative, vasche idromassaggio, docce nelle aree sportive, sistemi di irrigazione nebulizzata o altri dispositivi che producono goccioline.
Le fonti di aerosol associate alla trasmissione della Legionella non comprendono soltanto le docce, ma anche sistemi idrici caldi e freddi, torri di raffreddamento, vasche idromassaggio, umidificatori e fontane.
Questo non significa che ogni fontana o impianto sia automaticamente pericoloso. Significa che qualsiasi sistema contenente acqua, con condizioni favorevoli alla crescita batterica e capacità di generare aerosol, deve essere considerato nell’analisi.
Basta far scorrere l’acqua per qualche minuto?
Il flussaggio può contribuire a sostituire l’acqua rimasta ferma nelle tubazioni e rappresenta una misura utile nella gestione dei punti poco utilizzati.
Non è però una bonifica universale.
Se esiste una contaminazione diffusa, un accumulo con sedimenti, un ricircolo inefficiente o un biofilm sviluppato, aprire un rubinetto una volta non corregge automaticamente il problema.
Anche la modalità del flussaggio deve essere valutata con attenzione. Quando si sospetta una contaminazione, produrre aerosol senza adeguate precauzioni può esporre inutilmente l’operatore.
Un campionamento negativo significa che l’impianto è sicuro?
Un’analisi di laboratorio fornisce informazioni sui punti campionati e sulle condizioni presenti nel momento del prelievo.
È un dato importante, ma non descrive da solo tutta la rete e non sostituisce la valutazione del rischio.
La Legionella può distribuirsi in modo non uniforme. Un punto può risultare negativo mentre un’altra diramazione, un soffione inutilizzato o un accumulo presentano condizioni diverse.
Per questo campionamento, manutenzione, controllo delle temperature, analisi dei ristagni e verifica dell’impianto devono essere considerati parti di una stessa strategia.
Gli errori più frequenti nella gestione condominiale
Uno degli errori più comuni è occuparsi della Legionella soltanto dopo una segnalazione o un risultato analitico positivo.
Altri comportamenti poco efficaci sono:
- controllare soltanto le docce;
- ignorare appartamenti vuoti e punti acqua inutilizzati;
- non conoscere il percorso delle tubazioni;
- considerare il campionamento come unica misura preventiva;
- eseguire una bonifica senza individuare le cause della proliferazione;
- non verificare il funzionamento del ricircolo;
- trascurare serbatoi, depositi e incrostazioni;
- non registrare manutenzioni, temperature e azioni correttive.
La gestione non consiste nell’applicare un trattamento occasionale, ma nel controllare nel tempo le condizioni che possono favorire il batterio.
La Legionella in condominio nasce quindi solo dalle docce?
No. La doccia è uno dei principali punti di produzione di aerosol, ma il rischio può originarsi in qualsiasi parte dell’impianto nella quale la Legionella trovi condizioni favorevoli per proliferare.
Serbatoi, accumuli, ricircoli inefficienti, punti poco utilizzati, tratti ciechi, rubinetti, rompigetto e altri dispositivi devono essere considerati in base alle caratteristiche reali dell’edificio.
Il metodo DAMAMED parte dalla ricostruzione dell’impianto e dalla valutazione dei fattori di rischio. Quando necessario, il percorso può comprendere sopralluogo, individuazione dei punti critici, piano di campionamento, analisi eseguite da laboratorio qualificato, verifica delle temperature, indicazioni per la manutenzione, interventi di bonifica, formazione e gestione documentale.
Una bonifica non garantisce l’assenza definitiva di Legionella. La prevenzione richiede controllo, manutenzione e monitoraggio nel tempo.
Per una consulenza sulla gestione del rischio Legionella a San Lazzaro di Savena, Bologna, Modena e in Emilia-Romagna:
DAMAMED SRL
Via Speranza 3/F
San Lazzaro di Savena
Telefono e WhatsApp: 340 27 11 822
E-mail: info@damamed.it
Sito: www.damamed.it

